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Semplicemente…Magnum!

Magnum Marine non finisce mai di stupire! L’ 80 piedi che porta la firma del maestro Pininfarina non teme il confronto degli altri high performance yacht di grandi dimensioni: merito delle sue ineguagliabili doti marine e di un carattere grintoso che, uniti a forme accattivanti e di innegabile appeal, confermano ancora oggi il fascino intramontabile del glorioso marchio statunitense.

Ho pensato a lungo a quale potesse essere il titolo giusto per questo articolo ma sono giunta alla conclusione che non c’è artificio o sofisticazione adatto a introdurre il prodotto che sto per descrivere: Magnum si presenta da solo. E lo fa alla grande, con la garbata spavalderia di chi non teme confronti, attraverso un modello che, a differenza del passato, sfida con innegabile successo gli altri concorrenti della sua categoria, quella dei cosiddetti high-performance yacht di grandi dimensioni.

Con i suoi 80 piedi, infatti, l’esemplare ufficialmente presentato in occasione dei recenti saloni nautici di risonanza mondiale, regala una navigazione con caratteristiche uniche, che confermano ancora una volta le incredibili doti marine dei prodotti firmati Magnum Marine. Merito senza dubbio dell’abile matita del maestro Pininfarina, capace di progettare un modello dalle forme accattivanti e dall’inconfondibile appeal.

La carena del Magnum 80’ si caratterizza per una V profonda che taglia l’acqua con incredibile facilità garantendo una stabilità unica; il suo scafo, alto e aggressivo sulla superficie del mare, presenta uno stile che rievoca l’imponenza di un bombardiere: sembra incredibile che possa sfrecciare fra le onde con la leggerezza di un animale acquatico!Studiato per spostarsi con velocità, destreggiarsi dalle perturbazioni e gestire in totale tranquillità anche i mari più ostili, il Magnum è un perfetto compromesso tra performances e sicurezza. Non a caso il cantiere statunitense è stato scelto dal Governo degli Stati Uniti, da Amministrazioni straniere e da autorevoli clienti di ogni parte del mondo come mezzo di ricognizione piuttosto che di piacere: segno di requisiti costruttivi di tutto rispetto.

Eccezion fatta per la sua struttura tutto a bordo del Magnum 80’, come vuole la tradizione del cantiere, si adatta alle esigenze del suo armatore: dal colore dello scafo, al layout interno, agli equipaggiamenti, alla potenza della motorizzazione installata…L’esemplare da me visitato al Festival de la Plaisance di Cannes e successivamente al Salone Nautico di Genova (in occasione della prova a mare), ad esempio, presentava uno stile minimalista, con interni sobri ed essenziali prevalentemente realizzati in teak e due sole cabine con rispettivo bagno, dedicate all’armatore e a una coppia di ospiti. A completare il tutto un living open-space corredato di dinette e mobile cucina oltre all’alloggio equipaggio prodiero munito di relativo servizio.Le generose dimensioni all’interno consentono di ospitare un numero maggiore di cabine ed è possibile scegliere tra una vasta gamma di allestimenti e di materiali, creando numerose versioni stilistiche degli ambienti, che sono grandi e versatili.

In coperta, ampi spazi votati alla vita all’aperto, completi di mobili attrezzati, due tavoli circondati da sedute e un meraviglioso solarium poppiero.Linee asciutte, decise e un disegno razionale e geometrico ovunque, a sottolineare il fatto che i gioielli del marchio statunitense non richiedono inutili “fronzoli”. Le loro qualità sono intrinseche, quasi “innate”… Vengono impresse dallo stampo stesso nei primi momenti della loro costruzione. E’ questo il valore aggiunto dei prodotti Magnum: alcune doti si possiedono oppure no.

Ne conseguono modelli di elevato pregio, che si fanno perdonare alcune imperfezioni o difetti di allestimento, come è saltato agli occhi di molti sul modello presentato. Ma a questo c’è rimedio! Altrettanto non si può dire quando manca la sostanza. Magnum ne ha da vendere. E ciò non si giudica da una semplice visita, ma lo si scopre trascorrendo del tempo a bordo di una imbarcazione. Detto… fatto: dopo Cannes sono partita assieme al nostro instancabile Direttore alla volta di Genova, dove il Magnum 80’ ci aspettava per una uscita in mare in una splendida giornata di sole.

LA PROVA :
Venerdi 10 ottobre, ore 11:00; una giornata splendida, rischiarata da un sole caldissimo che ricorda le mattine d’estate; una volta tanto le condizioni meteo si sono rivelate attendibili! Il mare è calmo, forse anche troppo, ma non mi lamento visto che mi accingo a salire a bordo di un bolide velocissimo e mi ritrovo al settimo mese di una gravidanza gemellare…Tanto per “non farsi mancare nulla”, insomma.

Ma questa avventura non mi preoccupa: le virtù marine dei modelli Magnum sono ormai note a tutti… si tratta solo di verificarle di persona per dare la doverosa attendibilità a quanto scrivo. E le mie condizioni sono senza dubbio ideali! Scherzi a parte, siamo pronti ad uscire. Scaldiamo i motori lungo il tratto di porto che ci conduce in mare aperto; una volta fuori la velocità aumenta, gradualmente… Pochi istanti prima della planata osserviamo affascinati lo spettacolare e altissimo getto d’acqua formato dalle eliche, che sparisce pian piano all’aumentare della velocità, con la planata.

Sono seduta accanto ad Alex, il nostro Comandante. Guardo la plancia di comando: dopo qualche istante dall’accelerazione il Gps indica 48 nodi a un regime che verifico essere di 2500 giri… sembra quasi impossibile! La sensazione che avverto è molto diversa da quella eccitazione un po’ nervosa che generalmente si prova ad alte velocità; osservo gli altri quattro ospiti e la rilassatezza sui loro volti sembra confermare le mie sensazioni. Passano i minuti e Alex mi preannuncia una virata a dritta; ebbene, resto stupita nell’apprendere che nella nostra posizione, riparati dal robusto parabrezza, riusciamo a dialogare senza troppo sforzo. Con movimenti costanti ma decisi comincia a ruotare il timone e iniziamo la virata; ci incliniamo vistosamente di circa 35 gradi (questa la percezione dalla mia posizione) e la barca inizia a scivolare sul suo fianco destro come il migliore degli sciatori su un paio di carving: rapido e preciso. Siamo stabili, composti; non un sussulto, nessuna incertezza. Il Comandante ha diligentemente ridotto il numero dei giri ai motori, e l’imbarcazione naviga ora a una velocità di 35 nodi. La virata si è conclusa; osservo la scia di bolle testimonianza del nostro passaggio: è rotonda, praticamente perfetta e, dopo un breve consulto con gli altri, stabiliamo all’unanimità che presenta un diametro non superiore ai 40 metri. Alex lancia nuovamente la barca a tutta velocità; nonostante il mare molto calmo, nelle mie condizioni avvertirei anche le più piccole vibrazioni, come sovente accade durante le prove a mare a regimi sostenuti. Ma il Magnum 80’ scivola sulla superficie del mare senza sforzo né resistenze, con la disinvoltura di chi di esperienza ne ha da vendere e la dimestichezza di qualcosa che appartiene al mare.

Siamo pronti per una seconda virata, questa volta sul lato opposto: stretta, perfetta, pulita come il disegno di un compasso. E’ un piacere navigare a bordo di questa barca. Sotto la propulsione di due motori MTU da 2400 cv ciascuno, azionati da trasmissioni di superficie Arneson, lo yacht raggiunge una velocità che sfiora i 60 nodi; ma è possibile installare motorizzazioni inferiori, a discrezione del proprietario. La passeggiata continua; cerchiamo di sfruttare le onde degli altri yacht, per testare in modo più completo il comportamento della carena… Nulla da dire che non confermi quanto fino ad ora considerato.

L’unico motivo che ancora ci trattiene in mare è il piacere della navigazione; nessuno di noi ha voglia di tornare ma il tempo corre e gli impegni ci richiamano al lavoro. Rientriamo in porto soddisfati, rilassati e divertiti. Portiamo via con noi il ricordo di una prova praticamente perfetta, il piacere di una passeggiata in mare, l’esperienza a bordo del mitico Magnum 80’ e… i capelli scompigliati!

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