40 giorni, 10 ore, 45 minuti e 50 secondi. È il nuovo record del giro del mondo a vela in equipaggio. L’ha stabilito il maxi-trimarano Sodebo Ultim 3, del francese Thomas Coville col suo equipaggio di altri sei velisti, pure loro francesi, passando dai tre Capi: Speranza, a sud dell’Africa, Leeuwin, a sud dell’Australia, e Horn, l’Everest della vela, a sud del continente sudamericano. Sodebo Utlim 3 che era partito lo scorso 15 dicembre tagliando la linea dello start che va dall’isola francese di Ouessant in Bretagna a Lizard Point, in Inghilterra, ha ri-tagliato la medesima linea domenica 25 gennaio 2026 poco prima delle 8.00. Coville e il suo equipaggio hanno conquistato il Trofeo Jules Verne, migliorando il precedente record stabilito nel 2017 dal francese Francis Joyon con il maxi-trimarano Idec Sport, di 12 ore 44 minuti e 40 secondi.

Il Trofeo Jules Verne
La rotta più breve del Trofeo Jules Verne è lunga 22.461 miglia (41.597 chilometri). Nella sua navigazione Sodebo Ultim 3 ha però effettivamente percorso 28.315 miglia (52.440 chilometri) alla media di 29,17 nodi: 54 km/h. Il Trofeo Jules Verne, che prende spunto dal romanzo d’avventura “Giro del mondo in 80 giorni” di Jules Verne, è nato nel 1990 per iniziativa di un gruppo di navigatori oceanici francesi ma anche di altre nazionalità come l’inglese Robin Knox-Johnston, vincitore del primo giro del mondo in solitario, e il neozelandese Peter Blake (trascinatore delle vittorie Kiwi all’America’s Cup del 1995 e del 2000). Il Trofeo venne ufficialmente presentato nel 1992. Nel 1993 il primo tentativo. È quello del francese Bruno Peyron e del suo equipaggio a bordo del catamarano Commodore Explorer che fissa il primo tempo-record di 79 giorni, 6 ore, 15 minuti e 56 secondi. Da allora sono stati lanciati 27 tentativi ma, con quello di Coville, solo 10 sono stati portati a termine: quattro a bordo di catamarani, sei con trimarani.

Ecco Sodebo Ultim 3
Varato il 19 marzo 2018, Sodebo Ultim 3 fa parte della Classe Ultim. È lungo 32 metri, largo 23 metri, il peso è di 15 tonnellate. L’albero è alto 32 metri; la superficie velica nelle andature strette è di 450 mq; di 700 mq nelle portanti. Costruito in fibra di carbonio/Kevlar/Nomex presso i cantieri francesi Multiplast – CDK è un progetto dello studio VPLP di Marc Van Peteghem e Vincent Lauriot Prévost in collaborazione con lo svizzero Renaud Bañuls mentre i foil sono opera del tedesco Martin Fischer, uno dei massimi esperti al mondo nelle appendici. Fischer ha lavorato con altri Ultim come Groupama e Banque Populaire e con le sue appendici ha contribuito alla vittoria del trimarano BMW Oracle Racing sul catamarano di Alinghi 5 all’America’s Cup di Valencia 2010. Ma Martin Fischer ha fatto parte anche del design team di Luna Rossa – Prada Pirelli Team all’America’s Cup di Barcellona 2024.

Thomas Coville, l’enciclopedico
Thomas Coville, francese, 57 è uno dei più famosi navigatori oceanici. Ha cominciato con i Mini 6.50, protagonisti della transatlantica in solitario Mini Transat, ma nel suo curriculum, oltre a un lungo elenco di imbarcazioni di ogni tipo e dimensione, c’è anche l’America’s Cup, la Volvo Ocean Race e tutte le maggiori regate oceaniche in solitario e in equipaggio. Nel 1997 è infatti a bordo di Sport Elec, il trimarano comandato da Olivier de Kersauson che stabilisce il terzo record sul giro del mondo del Trofeo Jules Verne. Tempo 71 giorni, 14 ore 22 minuti e 8 secondi. Poi è un susseguirsi grandi imprese e di vittorie. Da quella alla Route du Rhum, la solitaria dalla Francia a Guadalupe del 1998 a un nuovo Trofeo Jules Verne nel 2010 con il trimarano Groupama di un altro big della vela oceanica francese, Franck Cammas. Sempre con Cammas vince anche la Volvo Ocean Race del 2011. Poi due record in solitaria: il giro del mondo del 2016 e, nel 2017, quello del Mediterraneo. Ultimi risultati prima del nuovo Trofeo Jules Verne due terzi posti alla Route du Rhum nel 2018 e nel 2022. Sposato, due figli, Coville (che dal 2009 fa parte del team dell’azienda alimentare francese Sodebo) è uno degli skipper più eclettici del panorama internazionale. Grande sportivo (oltre alla vela è appassionato di ciclismo e di alpinismo), Thomas Coville si diletta di musica ed è un amante della letteratura. In Francia l’hanno soprannominato “L’Encyclopediste du large”. L’Enciclopedico della vela d’altura.

Un giro tutto da record
Partito “al volo”, pochi giorni dopo l’inizio del periodo di “standby”, per sfruttare una finestra meteo favorevole, Sodebo Ultim 3 si è subito dimostrato molto veloce raggiungendo l’equatore dopo soli 4 giorni, 4 ore e 2 minuti dal via e in vantaggio sul primato da battere. In vantaggio di 1300 miglia a Capo di Buona Speranza, Coville e i suoi hanno scelto una rotta molto bassa per attraversare l’Oceano Indiano scostandosi di molto dalla rotta diretta. Così al passaggio di Capo Leeuwin il vantaggio sul record era ridotto a sole 300 miglia. Anche per l’avvicinamento a Capo Horn Coville ha scelto una rotta molto “bassa” arrivando a navigare a 60° Sud e affrontando le durissime condizioni dei mari antartici. Poi dopo 26 giorni, 4 ore e 46 minuti di navigazione il passaggio a Capo Horn (per Thomas Coville è stata la 12° volta) e il record di traversata del Pacifico: 7 giorni, 12 ore e 12 minuti.

L’arrivo nella tempesta Ingrid
La risalita dell’Atlantico ha come sempre comportato situazione molto diverse: dal passaggio delle zone di calma che precedono e seguono l’Equatore a quello cruciale delle Azzorre. Infine, nell’Atlantico Settentrionale Sodebo Ultim 3 ha dovuto affrontare la forte depressione che ha generato la tempesta Ingrid. Raffiche a 50 nodi e onde di 10 metri senza che l’equipaggio potesse compiere scelte conservative, pena annullare il vantaggio faticosamente accumulato fino ad allora e veder svanire il sogno di abbassare il tempo sotto i 40 giorni. Poi l’ingresso nel Golfo di Biscaglia e le ultime miglia, sempre alla prese con condizioni che mai il trimarano aveva affrontato, cercando di non incorrere in avarie. E alla fine i danni saranno limitati alla perdita della protezione di un timone. Poi, alle 07.46 di domenica 26 gennaio 2026, la linea del traguardo. Per Sodebo Ultim 3 e il suo equipaggio il Trofeo Jules Verne. Per Thomas Coville, il terzo Trofeo Jules Verne e il decimo giro attorno al mondo. Chapeau!
Emilio Martinelli

