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Top Yacht Design 2006-2026 – Il design come cultura

Benvenuto nella sezione speciale “20° Anniversario” di Top Yacht Design. Qui ti presentiamo, giorno per giorno, le migliori storie, yacht e personaggi di cui ci siamo occupati in questi 20 anni di Top Yacht Design, dal 2006 a oggi.

Matteo Zaccagnino, Top Yacht Design – Direttore editoriale

A partire da oggi, quattro volte alla settimana (lunedì, martedì, giovedì e sabato) alle 13:00 pubblicheremo i migliori articoli dei nostri archivi. E se te ne sei perso qualcuno, non preoccuparti: ogni venerdì ci sarà la nostra newsletter in cui potrai leggerli tutti.

Iniziamo con l’editoriale del direttore Matteo Zaccagnino, che racconta il perché di questa iniziativa che ripercorre non solo i primi vent’anni di Top Yacht Design, ma la storia recente della nautica.



Top Yacht Design 2006-2026 – Il design come cultura

Vent’anni sono sufficienti per cambiare prospettiva. Non solo per misurare un percorso editoriale, ma anche per osservare come un intero settore abbia evoluto il proprio linguaggio, le proprie priorità e la propria identità. Nel mondo della nautica, dove estetica, tecnologia e visione sono costantemente intrecciate, due decenni possono rappresentare un vero e proprio punto di svolta culturale.

Quando Top Yacht Design è nata nel 2006, l’idea era semplice e allo stesso tempo ambiziosa: raccontare la storia della nautica attraverso il design. Non solo gli yacht come oggetti di desiderio o come straordinari esercizi di ingegneria, ma anche il processo creativo che li rende possibili. Le idee che li generano. Le intuizioni che li trasformano da semplice costruzione navale a espressione di design.

Perché dietro ogni yacht c’è molto di più di uno scafo o di un layout. C’è un pensiero progettuale che nasce dall’incontro tra architettura, design, ingegneria e innovazione tecnologica. Ed è proprio questo universo creativo che la rivista ha scelto di esplorare fin dal suo primo numero, dando voce a chi immagina il futuro del mare: designer, architetti navali, studi di progettazione, ingegneri. In questi due decenni, Top Yacht Design ha cercato di contribuire alla costruzione di una vera e propria cultura del design nella nautica. Una cultura che non si limita a raccontare la storia delle barche, ma indaga sulle idee, le contaminazioni e le evoluzioni del linguaggio.

Una cultura che riconosce nello yacht non solo un prodotto industriale della massima complessità, ma una sofisticata sintesi di creatività, tecnologia e visione. Una storia editoriale che, per quanto mi riguarda, affonda le sue radici ancora più indietro nel tempo. Infatti, il mio percorso nel giornalismo professionale ha iniziato a prendere forma alla fine degli anni ’90, quando ho avuto l’opportunità di dirigere fin dal primo numero Yacht Design, la rivista creata da mio padre Vincenzo Zaccagnino che, dal 1997 al 2014, ha rappresentato la prima vera piattaforma editoriale dedicata al racconto del design nella nautica. All’epoca, il settore stava vivendo una profonda trasformazione.

Le dimensioni industriali e commerciali dello yachting erano già evidenti, ma mancava ancora uno spazio editoriale in grado di raccontare ciò che accadeva dietro le quinte del processo creativo. Yacht Design è nato proprio con questa ambizione: spostare il punto di vista. Dare voce ai designer. Entrare negli studi di progettazione. Raccontare la logica che guida la nascita di un’imbarcazione, dalle prime linee tracciate su un foglio di carta alla sua realizzazione. Questa esperienza ha contribuito ad aprire una nuova prospettiva narrativa su un settore straordinariamente complesso e affascinante. E, in un certo senso, Top Yacht Design raccoglie l’eredità, sviluppandola in un contesto profondamente cambiato. Nel frattempo, la nautica da diporto ha conosciuto una crescita senza precedenti, ha ampliato i suoi orizzonti tecnologici e ha dialogato sempre più intensamente con il mondo del design, dell’architettura e dell’arte contemporanea. Oggi parlare di yacht significa inevitabilmente parlare di design.

Significa interrogarsi sulle nuove forme di vivere il mare, sulle sperimentazioni dei materiali, sulle innovazioni legate alla sostenibilità e all’efficienza energetica. Significa osservare come il design nautico sia diventato uno dei territori più fertili della ricerca sul design. Se c’è un filo conduttore in questi 20 anni di Top Yacht Design è proprio questo: il desiderio di raccontare la nautica non solo come industria, ma come territorio culturale. Uno spazio in cui idee, competenze e visioni diverse si uniscono per dare forma a oggetti che sono allo stesso tempo macchine sofisticate e manifestazioni di creatività. Nel frattempo, anche il modo di fare informazione è cambiato. Se all’inizio c’era solo la carta, oggi Top Yacht Design è diventata una vera e propria piattaforma editoriale. Un ecosistema che, all’interno del grande processo di trasformazione che sta ridefinendo il mondo dei media, ha saputo cogliere le opportunità offerte dal digitale per dare vita a contenuti sempre più ricchi, dinamici e coinvolgenti. Un’evoluzione naturale che espande la narrazione senza tradire la sua identità originale.

Per celebrare questo traguardo, abbiamo deciso di fare una cosa semplice e, allo stesso tempo, significativa: ripercorrere questo viaggio ventennale tornando sulle nostre pagine. A partire da oggi riproporremo integralmente alcuni dei migliori articoli pubblicati nel corso della storia della rivista, recuperandoli dai nostri archivi. Non si tratta di un esercizio nostalgico, ma di un modo per rileggere, con gli occhi di oggi, un percorso editoriale costruito nel tempo. Un percorso segnato dalla forza delle parole, dal valore delle idee e da un approccio giornalistico che ha contribuito a trasformare Top Yacht Design in un punto di riferimento non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per tutti coloro che amano le barche nelle loro molteplici forme di espressione. Perché, in fondo, ogni progetto nasce da una visione. Perché prima di diventare tale, ogni yacht è soprattutto un’idea. E ogni visione merita di essere raccontata.

Buona lettura

Matteo Zaccagnino


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