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Rinasce Tornado, il motoscafo italiano che sfidava i bolidi americani

C’è un nome che, per chi ama i motoscafi veloci, non ha bisogno di presentazioni: Tornado. Un marchio che rinasce, e lo fa nel modo più simbolico possibile: con una barca nuova, il Tornado T40, la prima imbarcazione realizzata da Novamarine dopo l’acquisizione di Tornado Yachts. Il debutto è fissato per venerdì 24 luglio 2026, alle 21.00, nella Piazzetta di Poltu Quatu, ad Arzachena, nel cuore di quella Costa Smeralda che dei Tornado è sempre stata il palcoscenico naturale.

Tornado T38

La sfida ai Cigarette

Per capire perché questa rinascita conta, bisogna tornare al 1968: è la data che il marchio stesso indica come atto di nascita, quando il pioniere dell’offshore Carlo Marchiolo fonda a Fiumicino il cantiere Tornado con un’idea precisa, trasferire le prestazioni da corsa sulle barche da diporto. Ma già in quegli anni il nome Tornado è una bandiera del motonautismo italiano: sotto quelle insegne corre il Tornado Racing Team di Vincenzo Balestrieri, campione del mondo offshore nel 1968 e nel 1970, con scafi entrati nella leggenda come lo Yellow Tornado e il Black Tornado, protagonisti di classiche come la Viareggio-Bastia-Viareggio.

C’è un dettaglio che racconta l’epoca meglio di ogni altro: il Black Tornado con cui Balestrieri corre dal 1970 non è altro che “The Cigarette” di Don Aronow in persona — la barca dell’americano che l’anno prima gli aveva soffiato il titolo, e che Balestrieri, conquistato, acquista e ridipinge con i propri colori. I Cigarette d’oltreoceano, del resto, sono i bolidi da battere, e la stessa fascinazione guida Marchiolo verso il diporto.

La sua prima barca da diporto è un open da 30 piedi con due fuoribordo da 200 cavalli l’uno, dichiaratamente ispirato proprio a quelle carene. Lo rivendicava senza giri di parole nell’intervista che BAM gli dedicò nel marzo 2004, quando lo ribattezzò “il Barone Rosso”: «Ho fatto un 30 piedi con due motori fuoribordo da 200 cavalli l’uno, ispirandomi palesemente ai Cigarette di Don Aronow». E aggiungeva, con gusto per la provocazione: «Lo diceva anche mio padre: quando una cosa è bella, bisogna copiarla e cercare di migliorarla». Da quell’intuizione nasce un cantiere — che troverà casa a Fiumicino, sull’Isola Sacra, lungo un braccio della foce del Tevere — fedele a una filosofia mai tradita: «Io faccio barche spartane, fatte per navigare, per fare turismo, per stare in mare anche otto mesi l’anno».

E la passione per le corse non si spegne. Negli anni Novanta, a bordo dei Tornado, Adriano Panatta vince la Venezia-Montecarlo in classe Turismo, affascinante classica dell’offshore, impresa poi replicata. Sì, proprio lui: il campione di tennis che, insieme ad Antonio Gioffredi, campione del mondo di Classe 1, ha firmato con i Tornado una delle pagine più curiose e vincenti del motonautismo italiano. «Come costruttore, le mie barche hanno vinto diverse volte la Venezia-Montecarlo in classe Turismo», ricordava con orgoglio Marchiolo.

Un cult senza tempo

Se le vittorie hanno costruito il mito, sono le barche di serie ad averlo consegnato alla memoria collettiva. Il Tornado 38, uno dei motoscafi italiani più venduti di sempre e una delle barche di maggior successo mai costruite in Italia, è il modello più rappresentativo del cantiere di Fiumicino: profilo flush, prua pulitissima, la quintessenza dello sport-cruiser mediterraneo. Un modello che Marchiolo, con la consueta ironia, difendeva così dalla corsa alle novità: «Io faccio un modello di barca da 25 anni, sempre perfettamente la stessa, e ha sempre un successo enorme». Non a caso è protagonista della nostra rubrica Classic Boat, dove i lettori ci hanno raccontato i loro esemplari, come nel nostro approfondimento sui cult delle barche sportive o nella scheda dedicata a Tictwo, un Tornado 38 Classic del 1998 mantenuto nel totale rispetto del progetto originale.

Tornado T38

Il nuovo capitolo: Novamarine e il T40

Oggi quella storia riparte da Olbia. Novamarine, cantiere sardo quotato a Euronext Growth Milan e specialista delle imbarcazioni ad alte prestazioni, ha acquisito il marchio Tornado Yachts nell’estate del 2025, con l’obiettivo dichiarato di produrre nuove barche e curare il refit dei modelli storici interamente nei propri stabilimenti di Su Arrasolu.

Il primo frutto concreto è il Tornado T40. Pur mantenendo l’anima sportiva che distingue il marchio, il T40 offre nuove opzioni di motorizzazione e una maggiore potenza, insieme a una navigazione sicura. La lunghezza fuori tutto è di 12,30 metri, il serbatoio carburante da 900 litri, la velocità massima di 40 nodi, con una capacità fino a 10 passeggeri. Numeri fedeli alla tradizione: veloce, essenziale, mediterraneo.

La serata di Poltu Quatu sarà anche un omaggio alla storia del marchio: ai partecipanti saranno distribuite, in edizione limitata, 200 copie del libro Tornado, l’impresa del mare, e verrà proiettato il docufilm Tornado, il mito, prima della rivelazione ufficiale del T40.

Il motoscafo italiano che sfidava i bolidi americani è pronto a tornare in acqua. E questa volta, la sfida è al futuro.

 

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