Volvo Penta ha scelto il Monaco Yacht Show per presentare la sua IPS Professional Platform, segnando un passo avanti fondamentale nel campo della propulsione IPS per yacht da 25 a oltre 55 metri, questa volta su misura per l’élite dello yachting. Vale la pena fare un passo indietro per capire come questo sistema sia riuscito a rivoluzionare il settore della propulsione.

Lanciato nel 2005, il sistema IPS (Inboard Performance System), caratterizzato da due eliche controrotanti rivolte in avanti, ha venduto non meno di 40.000 unità, apportando a molte imbarcazioni vantaggi misurabili in termini di riduzione del consumo di carburante, maggiore velocità e maggiore accelerazione rispetto ai tradizionali sistemi shaftline.
La piattaforma professionale IPS incarna il prossimo passo verso la sostenibilità e la decarbonizzazione della nautica da diporto, utilizzando fonti di energia come i motori endotermici ed elettrici combinati per creare una propulsione termica, ibrida o completamente elettrica.

La doppia alimentazione per ogni pod varia da due motori termici a due elettrici, o addirittura uno termico e uno elettrico. Con layout da due a quattro pod, le doppie configurazioni da 1.000 CV ciascuna e fino a otto motori raggiungono una potenza massima di ben 8.000 CV. In questo caso, sostenibilità ambientale e prestazioni vanno di pari passo.
La piattaforma professionale IPS è adatta a velocità da 12 nodi in dislocamento a 40 in planata. Una caratteristica fondamentale è la modalità Eco che, utilizzando i sensori di bordo, avvia o arresta automaticamente ogni motore in base alla richiesta di potenza. Sono incluse anche funzioni intelligenti come l’attracco assistito e i sistemi di posizionamento dinamico integrati con l’EVC, che fornisce una serie completa di dati diagnostici. L’intera linea di controllo dell’imbarcazione, dai joystick alle eliche, è unificata nella nuova piattaforma con il vantaggio di un unico punto di contatto durante l’installazione e la manutenzione.

Volvo Penta sostiene che, rispetto ai sistemi shaftline tradizionali, si ottiene un consumo di carburante inferiore del 30%, una riduzione del rumore e delle vibrazioni fino al 50% e un’accelerazione superiore del 40%. Il tutto supportato dal maggiore spazio disponibile a bordo e dalla manovrabilità garantita dai pod.
Già nel 2025 sarà disponibile la piattaforma IPS Professional Platform 40 completamente termica, alimentata da due Volvo Penta D13. A partire dal 2026, invece, sarà possibile installare motori elettrici, aprendo la strada a soluzioni ibride o completamente elettriche. Una tale innovazione richiede inevitabilmente una grande quantità di lavoro. Un traghetto di 37 metri è stato rimotorizzato dopo 10.000 ore di prove in mare.

I vantaggi, tuttavia, sono stati innegabili: il raggio di sterzata si è ridotto del 20% e l’accelerazione a 30 nodi è passata da 50 a 28 secondi. Sono state condotte più di novemila ore di test virtuali su un gemello digitale del sistema.
Alla fine di agosto è entrata in servizio la prima unità progettata per la piattaforma professionale IPS, un CVT (Crew Vessel Transport) che trasferisce gli equipaggi dei parchi eolici offshore nell’impervio Mare del Nord. Il prossimo anno la piattaforma farà il suo debutto nel mondo dei superyacht, con il nuovo Amer Steel 41 m Explorer di Permare, che vanta già una lunga tradizione nell’utilizzo di sistemi IPS. Un altro lancio previsto per il 2025 è quello del Sanlorenzo SX120.

Nicola Pomi, Direttore Generale di Volvo Penta, spiega come la multinazionale svedese intende affrontare le sfide del futuro per una propulsione sempre più ecologica a bordo di grandi yacht

Con la piattaforma professionale IPS, Volvo Penta entra nel segmento dei 25-60 metri. È perché lo ritenete il mercato più interessante? Avete in programma di andare oltre i 60 metri?
“Volvo Penta ha introdotto il primo IPS 20 anni fa, con oltre 40.000 unità vendute. Il nostro ingresso nella gamma 25-60 è il naturale passo successivo per la gamma IPS e i vantaggi sono duplici: sviluppiamo la nostra strategia verso le unità più grandi e allo stesso tempo dimostriamo la validità dell’IPS per gli yacht più grandi in generale. Saremo in grado di introdurre il sistema pod, non ancora disponibile, con una soluzione integrata dall’elica all’antenna, e di proporre la funzione dual input della IPS Professional Platform, che fornisce due ingressi di potenza in un’unità motore inferiore. Questa versatilità ci permette di offrire a questo segmento una propulsione termica, ibrida o addirittura completamente elettrica. La nostra sfida? Convincere un vasto pubblico di capitani, broker, periti e progettisti. I 25-60 m sono il volume più grande di yacht e superyacht prodotti, oltre i 60 m i numeri calano, quindi per fare la differenza dobbiamo diventare competitivi in questa fascia. Il futuro non ha limiti, ma lo affronteremo gradualmente, come è tipico di Volvo Penta”.

La crescente consapevolezza ambientale di oggi vede un maggiore coinvolgimento dei proprietari per quanto riguarda la propulsione?
“La piattaforma professionale IPS garantisce una maggiore efficienza, con consumi e impatto ambientale ridotti. Le 40.000 unità IPS vendute dimostrano la sua superiorità in termini di efficienza rispetto alla linea d’asse tradizionale, un vantaggio che intendiamo portare agli yacht più grandi. La possibilità di offrire soluzioni ibride e completamente elettriche con la piattaforma professionale IPS risponde alla crescente attenzione degli armatori per la sostenibilità”.

Pensi che la propulsione completamente elettrica in generale prenderà piede nel mondo dei grandi yacht?
“Non possiamo immaginare una propulsione senza motori termici, se non in contesti come grandi porti turistici, laghi o acque ristrette. Crediamo che i sistemi ibridi si diffonderanno sempre di più, consentendo di navigare a emissioni zero con un motore elettrico e delle batterie. Quando necessario, l’energia aggiuntiva verrà fornita da un motore termico che alimenterà anche i generatori. Gli yacht a emissioni zero possono ancora essere costruiti con motori a combustione interna senza utilizzare combustibili fossili, grazie ad alternative come il metanolo, l’idrogeno o l’HVO (Hydrotreated Vegetable Oil). Tutti i motori diesel Volvo Penta sono compatibili con l’HVO. Tuttavia, ci sono ancora problemi con il rifornimento di metanolo o idrogeno, a causa della mancanza di infrastrutture e normative. Una volta risolti questi problemi, saremo in grado di discutere di un futuro a zero emissioni per la nautica da diporto”.
Marta Gasparini
