Dieci anni fa Michael Schmidt diede vita a YYachts seguendo una visione che andava contro molte tendenze del mercato: realizzare yacht di grandi dimensioni, costruiti interamente in carbonio, ma facili da gestire, caratterizzati da un design essenziale e progettati per essere condotti anche da un equipaggio ridotto o da una semplice coppia. Oggi il cantiere di Greifswald celebra il suo decimo anniversario con una gamma compresa tra 65 e 100 piedi, oltre cinquanta imbarcazioni consegnate e una rete di armatori distribuiti tra Europa, Americhe e Medio Oriente. La filosofia, però, è rimasta immutata e può essere sintetizzata nel motto: “Keep it simple: look good, sail easy”, ovvero eliminare il superfluo senza sacrificare prestazioni e comfort.
Un’identità stilistica immediatamente riconoscibile
La prima caratteristica che distingue uno YYachts è la coperta completamente flush, libera da ingombri e con tutte le manovre integrate e convogliate verso il pozzetto. Una soluzione che offre un duplice vantaggio: da una parte un’estetica pulita e una migliore efficienza aerodinamica, dall’altra una maggiore libertà di movimento a bordo.
Altro elemento distintivo è la tuga vetrata con ampie superfici quasi verticali. Questa scelta permette di riempire il salone di luce naturale e garantire una visuale panoramica sul mare, mentre i vetri Parsol Grey con trattamento riflettente limitano il surriscaldamento degli ambienti interni, riducendo anche la necessità di utilizzare l’aria condizionata.
Ci sono poi dettagli che emergono soltanto vivendo la barca: corrimani e maniglie posizionati nei punti strategici, dal pozzetto agli interni, fino ai cielini. La struttura è realizzata in sandwich di carbonio, impiegato anche in numerosi elementi interni, con vantaggi evidenti in termini di isolamento acustico e riduzione delle vibrazioni. Gli impianti e le attrezzature sono progettati per essere facilmente accessibili e il più possibile semplificati, seguendo il principio secondo cui meno complessità significa meno problemi. Completano il quadro materiali di pregio, spesso essenze chiare di ispirazione nordica, illuminazione LED indiretta e interni sviluppati in collaborazione con studi di fama internazionale come Norm Architects, David Thulstrup e Chipperfield.
Y6: il nuovo ingresso pensato per la conduzione in solitaria
L’ultima novità della gamma è il Y6, il primo modello del cantiere concepito espressamente per essere gestito in completa autonomia. Disegnato da Bill Tripp, questo 64 piedi, lungo circa 20 metri, è stato presentato lo scorso anno al Palma International Boat Show e debutterà in acqua questo autunno, ampliando verso il basso l’offerta del marchio.
Ritroviamo tutti gli elementi tipici della filosofia YYachts: costruzione in carbonio ed epoxy, peso contenuto, piano velico generoso e tutte le manovre concentrate in pozzetto per consentire al timoniere di governare l’imbarcazione senza assistenza.
Il Y6 nasce come cruiser intuitivo e accessibile, con un pozzetto studiato per chi desidera navigare senza equipaggio. A supporto dell’armatore interviene il sistema Y on Watch, che consente un collegamento diretto con i tecnici del cantiere per l’assistenza remota. Sottocoperta spicca l’elevato livello di personalizzazione: configurazioni con tre o quattro cabine, possibilità di sostituire il salottino con un ufficio, cabina equipaggio a prua e scelta tra diverse essenze di legno, tra cui rovere e mogano. Non manca inoltre l’opzione di una motorizzazione elettrica per chi desidera una navigazione ancora più silenziosa.
Se il Y6 rappresenta il futuro, il modello che ha contribuito maggiormente alla notorietà di YYachts è senza dubbio il Y7. Questo 22 metri in carbonio è stato progettato per lunghe navigazioni familiari, ma ha dimostrato anche ottime qualità in ambito agonistico.
Con un dislocamento di circa 29 tonnellate e una superficie velica che sfiora i 300 metri quadrati di bolina, arrivando a circa 700 metri quadrati alle andature portanti, il Y7 ha dimostrato come un 70 piedi possa coniugare velocità, stabilità e facilità di gestione anche con equipaggi ridotti.
Il restyling annunciato nel 2025, firmato da judel/vrolijk & co, non modifica l’essenza del progetto ma ne evolve i contenuti. Le nuove linee di carena offrono maggiore volume interno e più stabilità, mentre prua e cavallino sono stati ridisegnati. Il pozzetto diventa più protetto grazie a una configurazione con divano a U e accesso asimmetrico che migliora la circolazione a bordo. Crescono anche gli spazi destinati all’armatore, compare una vera cabina VIP e viene ampliata l’area dedicata all’equipaggio.
Y8 Hybrid: navigare nel lusso con il massimo silenzio
Nel segmento dei maxi yacht, YYachts ha spinto ulteriormente la propria filosofia introducendo il primo Y8 equipaggiato con propulsione ibrida sviluppata insieme a Yanmar. Si tratta di un 80 piedi interamente in carbonio, progettato per la navigazione oceanica ma con una forte impronta mediterranea, evidente sia nel piano velico sia nell’organizzazione degli spazi esterni.
Il sistema YF12e diesel-elettrico combina batterie al litio ad alta capacità con la possibilità di utilizzare carburante HVO a basse emissioni. In questo modo l’armatore può sfruttare l’autonomia e l’affidabilità del diesel nelle lunghe traversate e passare alla modalità completamente elettrica durante le manovre in porto o la navigazione in baie e aree protette.
La ricarica può avvenire in banchina, tramite pannelli solari installati a bordo oppure grazie all’idrogeneratore collegato all’elica, garantendo così una gestione energetica particolarmente efficiente.

La filosofia di Michael Schmidt: l’arte della semplicità
L’origine di YYachts affonda le radici nell’esperienza personale di Michael Schmidt, già fondatore di Hanse e figura di riferimento dell’industria nautica europea. Alla ricerca della barca ideale per sé stesso, Schmidt non trovò sul mercato un modello in grado di soddisfare le proprie esigenze, né tra le imbarcazioni nuove né tra quelle usate.
Da questa insoddisfazione nacque l’idea di costruire uno yacht secondo una filosofia precisa: grandi imbarcazioni pensate per pochi, ma semplici da governare come unità molto più piccole. Scafi in carbonio, impianti essenziali, design pulito e ambienti luminosi sono diventati così i pilastri del marchio.
Per Schmidt il vero concetto di lusso non coincide con l’accumulo di tecnologie e accessori, bensì con la libertà di lasciare gli ormeggi senza la necessità di un grande equipaggio e senza complicazioni, vivendo il mare in modo autentico e diretto.
Un decennio di crescita e oltre cinquanta yacht consegnati
Il bilancio dei primi dieci anni di attività è significativo: oltre cinquanta yacht tra 65 e 100 piedi realizzati nello stabilimento di Greifswald. Qui ogni scafo viene costruito in composito di carbonio e rifinito attraverso processi di verniciatura automatizzati, mentre una divisione dedicata ai progetti custom sviluppa yacht completamente su misura fino a 33 metri di lunghezza.
Oggi la gamma si articola attorno a quattro modelli principali — Y6, Y7, Y8 e Y9 — ai quali si affiancano numerose realizzazioni personalizzate. Tutte condividono lo stesso DNA che ha reso riconoscibile il marchio: leggerezza, semplicità e piacere di navigazione.
Giacomo Barbaro





