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L’MP100 di Matteo Picchio

MP100 non è solo il nome del progetto di una barca. È una sfida, un sogno, un’idea di business. MP sono le iniziali del suo progettista, Matteo Picchio; mentre 100 sono i piedi relativi alla lunghezza: 30 metri tondi tondi.

TAV. 7 Piano velico

Nato a Milano e innamorato del mare fin da bambino, Matteo Picchio è un quotato yacht designer che si dedica con successo anche al residenziale. Predilige i progetti di refitting di barche d’epoca ma, in questo caso, si è cimentato con la progettazione di un 30 metri che per espressa richiesta dell’armatore, un imprenditore newyorkese, doveva avere caratteristiche molto particolari. «I primi schizzi della barca sono stati fatti su una tovaglietta di carta di un ristorante di Manhattan», racconta Picchio, « l’armatore ha chiesto una barca che pur garantendo una qualità di alto livello, prevedesse anche un sensibile controllo dei costi di produzione».

FOTO Matteo alta def. @andreamuscatello+

Eccola qui, dunque, la sfida: costruire un 100 piedi bello, solido e performante, che costi all’incirca il 30 per cento in meno dei suoi diretti concorrenti. Perché nell’idea di Picchio e dell’armatore questa barca non dovrebbe rimanere un one off. «Speriamo di poterla replicare per altre persone che se ne dovessero innamorare», spiega ancora il designer, «mantenendo lo stesso team della prima (progettista, cantiere, fornitori), ma adeguandola alle esigenze dei committenti. Essendo una barca totalmente custom può infatti essere modificata senza problemi, a patto naturalmente di non snaturarla».

2 Render giardinetto

E qui, abbiamo invece l’idea di business. «MP 100 dovrà assicurare la massima sicurezza nelle navigazioni transoceaniche a vela più impegnative, ma dovrà essere anche veloce, ecco perché carena, piano velico e architettura generale dello yacht sono fortemente ispirati alle barche da regata di ultima generazione anche se, rispetto a queste ultime, i volumi di carena, quindi il dislocamento, sono leggermente maggiori», spiega Picchio.

profilo

I tratti delle barche da regata ci sono tutti: poppa larga, baglio che raggiunge la sua massima estensione vicino allo specchio di poppa, spigolo appena sopra la linea d’acqua che parte da poppa e va a morire verso il mascone e, naturalmente, randa trapezoidale. Ma MP100 è anche una barca da crociera comoda, pensata per lunghi viaggi e per godere del mare e della navigazione nella loro lenta bellezza.

TAV. 4 profilo e sez. long

Le sue linee sono la sintesi perfetta tra un deck house e un flush deck. La coperta offre infatti una mini deckhouse che assicura la luce naturale al quadrato senza interrompere le linee pulite e libere del ponte. Non solo: i classici gavoni del pozzetto sono stati sostituiti da spazi vuoti e i laterali esterni sono stati dotati di vetrate che danno luce alla cabina armatoriale sul lato di dritta e alla cucina a sinistra. L’eliminazione dei gavoni ha anche permesso di ampliare l’altezza interna, a tutto vantaggio dell’abitabilità.

TAV. 6 poppa apribile

La propulsione è ibrida diesel/elettrica. Quest’ultima è assicurata da pacchi di batterie al litio che consentono brevi navigazioni o l’uso dell’aria condizionata per un periodo limitato a motore diesel spento. Parte dell’energia necessaria al motore elettrico è data anche dai pannelli fotovoltaici posizionati sopra la tuga e voluti dall’armatore per soddisfare il suo desiderio di avere una barca “sostenibile”.

tuga e pozzetto

Tra i tratti caratteristici dell’MP100 vanno senza dubbio evidenziati la lifting keel che, pur incidendo in modo significativo sul costo finale, è stata inserita per consentire alla barca di ancorare anche in fondali poco profondi come quelli caraibici o polinesiani e la poppa che si apre diventando una vera e propria beach area con accesso diretto (questa sì una novità per una barca a vela di queste dimensioni) alla zona relax della cabina armatoriale da un lato e alla cucina dall’altro. Sempre a poppa, c’è anche l’alloggiamento per il tender.

Gli interni prevedono la cabina armatoriale e la cucina con dinette equipaggio a poppa; un grande quadrato con timoneria interna e zona carteggio a centro barca e quattro cabine ospiti con bagno a prua. La zona equipaggio è posizionata all’estrema prua, subito prima della cala vele.

1 Render mascone

MP100 è insomma la barca ideale per regatare e per girare il mondo, ma è anche una barca da accarezzare, «abbiamo dato grande importanza all’aspetto materico di questo sloop scegliendo di usare tantissimo legno», spiega Matteo Picchio, «e privilegiando le sensazioni tattili e il calore percettivo che questo materiale trasmette», conclude. Internamente lo scafo è finito con un “fasciame a vista” che è, in realtà, dovuto a un controfasciame che racchiude al suo interno lo strato di materiale coibente e tutti gli impianti elettrici, ma la percezione visiva e quella tattile non cambiano. MP100 resta una barca da sogno.

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A proposito di sogni: della sfida e dell’idea di business abbiamo detto, ma il sogno?

Il sogno, naturalmente, è quello di vedere negli anni, molte repliche dell’MP 100 fino ad avere una vera e propria miniflotta e magari chissà, organizzare prima o poi una regata “in famiglia”.